MANIFESTI STORICI DEL FESTIVAL LIRICO



anche durante questa estate i manifesti storici e le locandine del Festival Lirico dell’Arena di Verona tornano ad essere esposti in centro città. Nella parte posteriore dell’anfiteatro Arena, sui pannelli installati in piazza Mura Gallieno per proteggere container della produzione, sono state incollate le riproduzioni di una sessantina di manifesti e locandine che hanno scandito le stagioni liriche areniane dal 1913 al 2017. Delle autentiche opere d’arte che ripercorrono la storia del Festival Lirico e l’evoluzione della cartellonistica pubblicitaria nel corso del novecento.
 
La storia dei manifesti che accompagnano il Festival Lirico all’Arena di Verona si colloca fra sacro e profano, fra arte e pubblicità. In Italia l’estetica del cartellone lirico fa un salto di qualità fra la seconda metà dell’Ottocento e gli anni Venti del Novecento. L’immagine promozionale prevale sul testo rispondendo ai canoni del decorativismo, delle valenze veristiche del melodramma e dei progressi della cromolitografia; apripista e protagonisti di questa tendenza sono il Teatro alla Scala di Milano e la casa editrice Ricordi, che per primi intuiscono la forza di un’immagine tratta dall’Opera, il suo impatto sul pubblico e la capacità di coinvolgerlo nella scena. Così, nel 1913 il cartellonista veronese Plinio Codognato illustra la prima Aida in Arena con un atletico Radames alle cui spalle si svolge la famosa Marcia trionfale. L’iconografia del manifesto lirico vive nel riflesso della cartellonistica pubblicitaria, a sua volta influenzata dal periodo artistico. Tra la fine dell’Ottocento e gli anni Venti i soggetti sentono l’influenza del circo e del teatro, della pittura classica e dello stile Liberty, con atmosfere esotiche, animali antropomorfi e corpi nudi irradiati da una luce rivelatrice. Fra gli anni Trenta e il 1945 prevalgono i concetti di realtà, dinamismo, audacia, ispirazione romanzesca e popolare, applicando una diversificazione di stili a seconda del prodotto, consolidando l’ideale di velocità dell’avanguardia futuristica come esaltazione della civiltà industriale. Nel secondo dopoguerra il manifesto sente la concorrenza della pubblicità prima radiofonica e, a partire dagli anni Sessanta, di quella televisiva. L’immaginario degli italiani si sposta a Hollywood subendo l’influsso della supremazia economica e culturale degli USA (leggi tutto l’articolo su www.operarenamagazine.it/2017/09/09/manifesti-poster-locandine-cartellone).
 
>> Esposizione all’aperto con INGRESSO LIBERO
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