Sguardi su Verona: Bernardo Bellotto



Fino al 10 gennaio 2027 il Museo Civico di Verona ospita la mostra «Sguardi su Verona: Bernardo Bellotto e la pittura del Sei e Settecento nelle sale di Castelvecchio». Una esposizione che porta a scoprire alcune delle più importanti opere d’arte legate alla città scaligera realizzate nel corso dei secoli XVII e XVIII. Facente parte delle celebrazioni per il centenario del Museo di Castelvecchio la mostra affianca, con restauri e allestimenti inediti, opere di grandi maestri e capolavori poco noti che ritraggono la città in un periodo di grande fermento artistico e culturale. Fulcro e cuore della mostra è la straordinaria «Veduta di Verona con Castelvecchio e il Ponte Scaligero’ di Bernardo Bellotto, concessa in prestito da Fondazione Cariverona e visibile per l’intero periodo. Si tratta dell’unica veduta veronese dell’artista veneziano conservata in Italia: un’opera di eccezionale valore documentario, che offre un’immagine nidita di come si presentava la città.
 
Attorno a Bellotto si sviluppa un racconto ampio e articolato sulla pittura tra Sei e Settecento. Il percorso si apre con il Seicento veronese, segnato dall’ingresso in collezione della Sacra Famiglia con Santa Caterina d’Alessandria di Felice Brusasorci. Seguono le sale dedicate ad Alessandro Turchi, Pasquale Ottino e Marcantonio Bassetti, riuniti per la prima volta in modo organico: la cosiddetta “triade dei veronesi”, attiva a Roma nei primi decenni del secolo, la cui vicinanza permette di cogliere affinità stilistiche, scambi e influenze comuni. Il percorso prosegue con opere che testimoniano l’apertura del collezionismo veronese a maestri forestieri nella seconda metà del Seicento, in una città che prova a risollevarsi dopo la peste del 1630. Dipinti di Antonio Bellucci, Gian Giuseppe dal Sole, Mattia Preti, Giulio Carpioni e Sebastiano Ricci raccontano una stagione artistica vivace e cosmopolita, in cui Verona si dimostra attenta alle novità provenienti da Venezia, Bologna e Roma.
 
Ampio spazio è riservato al ‘700, secolo di grande splendore per la pittura veneta. Tra i capolavori esposti spicca l’Eliodoro e il sacerdote Onia di Giambattista Tiepolo, affiancato dalle opere dei veronesi Simone Brentana, Antonio Balestra e Giambettino Cignaroli. Accanto a loro dialogano i veneziani Giandomenico Tiepolo, Pietro Longhi, Antonio Diziani e Francesco Guardi, testimoni di un gusto sempre più attento alla vita quotidiana, al paesaggio e alla pittura di genere. La mostra offre inoltre uno sguardo “dietro le quinte” del museo: in occasione del nuovo allestimento è stato avviato un programma di restauri, tra cui quello della Cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre di Bernardo Strozzi, visibile al pubblico. Un’opportunità rara per osservare da vicino il lavoro dei restauratori e comprendere l’importanza della conservazione del patrimonio artistico
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