FIERA DEL BOLLITO CON LA PEARA’



La Fiera del Bollito con la Pearà è nata nel 2001 con lo scopo di preservare e promuovere uno dei piatti più gustosi e particolari della gastronomia veronese, che unisce la caratteristica salsa di pane e la carne di qualità che vede nella provincia scaligera una delle aree nazionali di produzione più importanti in Italia. Due settimane (abbondanti) attorno alla metà di novembre con piatti ricolmi e gustose degustazioni, ma non solo. Anche convegni, concorsi, serate con musica dal vivo, spettacoli per famiglie e visite guidate al territorio. L’evento si tiene in parte all’interno di una moderna struttura in legno e vetro, il Palariso, così denominata perché dall’alto ricorda un chicco di riso. Si tratta di un moderno open space di quasi cinquemila metri quadrati, che è stato inaugurato nel 2011. Accanto al Palariso, durante i giorni della Fiera del Riso, viene montata anche una tensostruttura riscaldata di grandi dimensioni per contenere tutti i visitatori e numerosi stand gastronomici. 
 
La Fiera ospita oltre allo squisito BOLLITO CON LA PEARA’ anche i sapori tipici dell’autunno; ricette popolari, con una trentina di piatti del territorio e specialità regionali, dalle Tajadele coi Figadini ai Tortellini di Valeggio, dalle Trippe ai Canederli trentini, dalla Polenta fino all’immancabile Risotto all'Isolana. A pranzo dei giorni feriali gli stand gastronomici sono aperti a turno, con pearà e bolliti sempre garantiti. Tutte le sere e le domeniche anche a pranzo, gli stand sono tutti aperti. Nel veronese il bollito di carni miste con la pearà è il piatto delle grandi feste per eccellenza. La pearà è una salsa fatta con pane grattugiato, brodo e midollo di bue, il cui delicatissimo sapore è reso piccante con un’abbondante aggiunta di pepe. Secondo la tradizione questa ricetta fu inventata da cuoco di corte della regina Rosmunda, che volle in tal modo sollevarla dalla sinistra libagione, quando essa venne costretta dal marito, il longobardo Re Alboino, a brindare in un calice ricavato dal cranio di suo padre Cunimondo. Per gustarlo al meglio si consiglia di accompagnarlo con del vino rosso Valpolicella, classico o classico superiore.
 
>> MANIFESTAZIONE CON INGRESSSO LIBERO. stand enogastronomici e degustazioni a pagamento
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