VERONA JAZZ 2018



ore 21.15: Verona Jazz, la manifestazione organizzata dal Comune di Verona in collaborazione con Eventi, che dal 1970 costituisce uno degli appuntamenti più prestigiosi del cartellone estivo, quest’anno si svolge interamente al teatro Romano dal 20 al 24 giugno. Anche in questa edizione la rassegna si presenta con un cartellone originale, che animerè le prime serate dell’estate teatrale veronese con tutta una serie di serate speciali, ognuna dedicata ad una diversa eccellenza della musica jazz italiana ed internazionale. Il 20 giugno con Paolo Fresu e Chano Dominguez, il 21 Peter Cincotti, il 22 Gianni Coscia e Gianluigi Trovesi, il 23 Massimo Ranieri, il 24 Dave Holland Trio.
 
Il duo costituito da Paolo Fresu e Chano Dominguez è davvero un’incredibile quintessenza di ciò che oggi la filosofia dell’incontro tout-court può permettere. L’incontro descritto è quello tra due leggende: Fresu, uno dei più grandi trombettisti del panorama jazz internazionale con una vera leggenda, Dominguez, eccezionale pianista spagnolo fra i più accreditati e conosciuti in ambito mondiale che ha influenzato e cambiato la storia del flamenco-jazz. I due artisti, affrontano i temi musicali con rara leggerezza e sorprendente amabilità, giocando con l’arte musicale e nobilitando il senso dell’incontro, tutto mediterraneo, con i temi storici della passione flamenca “genetica” per Chano, la leggendaria naturalezza e cristallinità per Paolo e il comune territorio del verbo jazzistico. 
 
Nato a New York ma dalle innegabili radici italiane, Peter Cincotti è un artista che ha passato gran parte della sua infanzia andando a scuola di giorno e suonando nei club di notte. Il leggendario produttore Phil Ramone era là una di quelle notti, e questa circostanza ha portato Ramone a produrre l’album di debutto di Cincotti che ha raggiunto la prima posizione nella classifica jazz Billboard, facendo dell’allora diciottenne Cincotti il più giovane a raggiungere questo risultato. Da allora, Peter si è esibito nelle venue più prestigiose del mondo, dalla Carnegie Hall a L’Olympia di Parigi, e ha collaborato con artisti di ogni genere e provenienza, da Andrea Bocelli a David Guetta. Long Way From Home è il titolo del nuovo album di Peter Cincotti, uscito lo scorso ottobre. In questo lavoro il musicista mescola con naturalezza pop, rock, blues e jazz, nel suo stile unico e inconfondibile. Al Teatro Romano saliranno insieme a lui sul palco Lex Sadler al basso e Joe Nero alle percussioni.
 
Dopo i grandi successi ECM di In cerca di cibo, Round about Weill e Frére Jaques: Round about Offenbach, il repertorio del duo davvero senza pari formato da Gianluigi Trovesi e Gianni Coscia cresce a dismisura, omaggiando, da una parte, alcuni grandi temi della musica universale che tutti abbiamo amato e dall’altra non dimenticando mai gli splendidi temi raccolti in questi ultimi decenni. In più, collegandosi al lavoro concertistico in solitudine di Coscia dedicato alla grande figura di Umberto Eco, amico fraterno del fisarmonicista alessandrino e collegato a filo doppio con il libro dello scrittore La misteriosa fiamma della regina Loana che è diventato per Coscia La misteriosa fisarmonica della regina Loana, il tutto diventa una splendida e imperdibile occasione speciale che, per raccogliere l’idea in unico concetto, diventa dunque La misteriosa musica della regina Loana, sottotitolo nascosto di un lavoro che vuole proporre l’eccellenza musicale di due fra i più straordinari artisti del nostro tempo, capaci di raccontare (anche a parole, in un totale calembour di ironia e teatralità) storie padane e emozioni uniche.
 
Massimo Ranieri, dopo lo strepitoso successo ottenuto al Teatro San Carlo di Napoli, alla Fenice di Venezia e al Teatro Petruzzelli di Bari, salirà sul palco con le canzoni del suo nuovo album Malìa, un viaggio attraverso i grandi classici della canzone napoletana rivisitati in chiave jazz, con l’accompagnamento sul palcoscenico di alcuni dei più grandi musicisti italiani; insieme a lui saliranno infatti sul palcoscenico Stefano Di Battista ai sassofoni, Enrico Rava  alla tromba e al flicorno, Rita Marcotulli al pianoforte, Riccardo Fioravanti al contrabbasso e Stefano Bagnoli alla batteria. Malìa, realizzato con la produzione di Mauro Pagani, sorprende per eleganza e originalità: nella loro rielaborazione morbida e spesso intessuta di assoli ammalianti, i brani acquistano nuova eleganza grazie alla voce dell’artista, dando vita a un mix ironico e frizzante tipico dell’espressività partenopea, ma al tempo stesso elegante e pieno di sfumature dal sapore americano. Ne viene fuori un lavoro delicato, gentile e aggraziato, dove la voce di Ranieri disegna emozioni che dal vivo diventano ancora più intense.
 
Dave Holland (basso), Zakir Hussain (tabla), Chris Potter (sax). Trio formidabile che vanta uno dei più importanti bassisti della storia del jazz, un mitico maestro indiano di tablas riconosciuto a livello internazionale, uno dei sassofonisti più ammirati al mondo. Dave Holland, uno degli ultimi mostri sacri del jazz, ha da poco superato i cinquant’anni di carriera. Maestro assoluto, bassista di Miles Davis in dischi basilari come In a Silent Way e Bitches Brew, Holland ha suonato con tutti i big ed è senza dubbio una stella del firmamento jazz mondiale. Ritornato fin dai primi anni Settanta alle atmosfere acustiche, ha mostrato grandi doti di leader, conquistando svariate volte il Grammy con il suo Dave Holland Quintet e il titolo di NEA Jazz Master. 
 
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