Gli anni tra la caduta dell’impero romano e la fine del primo millennio, furono per Verona un periodo difficile, durante i quali venne ripetutamente assediata dai barbari che invasero la penisola. Subì devastazioni e carestie, alternate a periodi di relativo lustro e benessere, quando divenne residenza di Re ed Imperatori (da Odoacre a Berengario, passando per Teodorico, Alboino e Pipino). Sede pontificia dal 1181 al 1185, nel dodicesimo secolo divenne un libero Comune, retto da una alleanza tra clero, aristocrazia e mercanti. Arrivò poi la volta della SIGNORIA degli SCALIGERI, che governarono sulla città per 125 anni dandole un lungo periodo di prosperità e sviluppo
In nostro percorso inizia dalla BASILICA di SAN ZENO, capolavoro del romanico il cui nucleo originario risale al IV secolo. Assunte le attuale forme verso l’anno mille fu completata nel trecento. La facciata, caratterizzata dal grande rosone circolare, presenta un magnifico portale rivestito con formelle in bronzo del X e XII secolo. L'interno è suddiviso su tre livelli, con la Cripta sotterranea sovrastata dalla Chiesa Plebana e dal Presbiterio; da ammirare i grandiosi affreschi trecenteschi che ornano le pareti e un trittico del Mantegna presente nell'abside maggiore. Visitato il chiostro del XII secolo passiamo all’adiacente CHIESA di SAN PROCOLO, sulla cui romanica facciata a capanna è presente un protiro pensile decorato da affreschi. Edificata nel duecento, conserva nella cripta i resti di un’antica chiesa paleocristiana e di una necropoli romana, con tombe e lacerti di affreschi. Siamo nell'antica contrada della Beverara, un popoloso quartiere sorto fuori dalle mura comunali erette lungo l'Adigetto (il canale che univa il fiume da sinistra a destra trasformando l’attuale centro storico di Verona in un’isola), che solo nel trecento venne incluso nell'urbe. Attraversando antiche stradine, raggiungiamo le REGASTE (l'argine sopraelevato sulla sponda destra dell'Adige) e muoviamo verso il centro. Lungo il percorso osserviamo la torretta posta in mezzo al fiume, su cui veniva agganciata la grossa catena che nel medioevo impediva la navigazione notturna all'interno della città. Alla fine dell’ottocento questo argine era ancora realizzato con palizzate in legno, destinate a proteggere le grosse idrovore che incanalavano l'acqua verso la Beverara; arrivavano a 22 metri di diametro e sembravano le ruote panoramiche di un grande luna park. Proseguendo arriviamo a CASTELVECCHIO, imponente fortezza con lunghe cortine merlate e torri angolari, edificata nel XIV secolo da Cangrande II della Scala. Il suo interno ospita oggi il più importante museo della città e una delle maggiori raccolte d'arte italiane.
Attraversando un volto sotto la Torre dell’Orologio si accede al fortificato PONTE SCALIGERO, superbo esempio di ingegneria militare trecentesca realizzato con mattoni e pietre bianche, la cui ensemble offre uno straordinario effetto scenico. Proseguendo lungo Corso Cavour arriviamo ad un portale in marmo sormontato dalla statua di un Santo, che conduce ad uno spazio nascosto, nel quale è celata la CHIESA di SAN LORENZO. L'edifico si presenta con il fianco meridionale, sulla cui destra è presente il campanile quattrocentesco; la facciata é dominata da due torri circolari poste ai lati di un protiro pensile. L'interno é raccolto e severo, con una pianta a croce latina pentabsidata. La navata centrale è sormontata da capriate di legno, mentre sulle navate laterali si innalzano i matronei (zone anticamente riservate alle donne) il cui prospetto è scandito da una successione di finestre bifore intervallate da pilastri che arrivano al tetto. Tornati sul corso raggiungiamo la duecentesca CHIESA di SANTA EUFEMIA, con la sua facciata neogotica in mattoni illuminata da un notevole portale, sormontato da un arco a sesto acuto, e da un grande rosone. L'interno presenta un’unica navata con volta a botte, sui cui lati si apre una serie di altari impreziositi con pregevoli pale che ben rappresentano la pittura veronese del cinquecento. Proseguendo lungo via Emilei, voltando in via Garibaldi e poi in via Pigna, arriviamo nella PIAZZA DEL DUOMO. La grande cattedrale, edificata sui resti di una basilica paleocristiana, è una delle chiese più belle di Verona. La sua facciata tripartita, singolare fusione di gotico e romanico, è dominata dallo splendido protiro a due livelli che si slancia elegante, sostenuto da colonne tortili che poggiano su grifoni alati e sostengono archi a tutto sesto. Nel maestoso interno, in cui sono da ammirare cappelle e altari con innumerevoli opere d'arte, particolare attenzione merita il raffinato tornacoro in marmo e la cinquecentesca pala del Tiziano, unica sua opera rimasta a Verona.
Dall'interno del Duomo si accede a SAN GIOVANNI in FONTE, una piccola chiesa di epoca longobarda, che conserva diversi pregevoli affreschi ed una splendida fonte battesimale del XII secolo, autentico capolavoro della scultura romanica veronese. Adiacente al battistero è la millenaria CHIESA di SANTA ELENA, dove il 20 gennaio del 1320 Dante Alighieri enunciò la sua celebre Quaestio de aqua et terra; essa racchiude una interessante area archeologica in cui emergono resti di una chiesa paleocristiana del IV secolo. Nell'area sono da visitare anche il Chiostro dei Canonici, realizzato nel 1120, il MUSEO CANONICALE e la BIBLIOTECA CAPITOLARE, che durante il medioevo fu uno dei centri di cultura più importanti d’Europa, in cui studiarono anche Giotto e Petrarca. Percorrendo via Duomo raggiungiamo la misconosciuta CHIESA di SAN GIORGIETTO. Eretta alla fine del XIII secolo, fu la cappella privata dei cavalieri tedeschi in servizio alla corte di Cangrande II della Scala, che risiedevano nel vicino palazzo dell’Aquila (oggi sede dell’hotel Due Torri). Devoti di san Giorgio, i soldati la fecero ornare con numerosi affreschi votivi e dei loro stemmi, che ancora oggi sono visibili in ottimo stato di conservazione. Particolare nota merita una allegoria dell'Annunciazione presente sulla controfacciata, realizzata dal Falconetto. L’adiacente BASILICA di SANTA ANASTASIA è la più grande chiesa veronese ed il più rilevante monumento gotico della città. La facciata in cotto, divisa verticalmente in tre sezioni che corrispondono alle navate interne, nella sua querula incompiutezza è imponente e solenne, dominata dal magnifico portale ornato con policrome colonne marmoree. L'interno è a croce latina, con tre navate congiunte da volte a crociera e sostenute da imponenti colonne in marmo bianco e rosso. Nella Cappella Pellegrini è conservato l’affresco San Giorgio e la Principessa di Antonio Pisano (il Pisanello), ritenuto da molti il massimo capolavoro dell'artista.
In via delle Arche Scaligere troviamo la duecentesca CASA di ROMEO, grandiosa e molto ben conservata; una costruzione imponente e disposta su tre lati intorno ad un ampio cortile interno, che un alto muro merlato ripara dalla pubblica via. Accanto ad essa sono le ARCHE SCALIGERE, uno dei siti più belli e suggestivi della città: un sepolcro monumentale e scenografico, che accoglie le spoglie degli antichi Signori di Verona, le cui sculture equestri si levano verso il cielo come in un interminabile torneo pietrificato. Superata la CHIESA di SANTA MARIA ANTICA, cappella privata degli Scaligeri, entriamo in PIAZZA DEI SIGNORI, che all’epoca della signoria fu il cuore politico ed amministrativo della città. Alla nostra destra sono presenti il Palazzo di Cangrande e la loggia di Fra Giocondo, a sinistra il Palazzo di Cansignorio e il Palazzo della Ragione; il perimetro è chiuso dal Palazzo della Pietà e dalla barocca facciata della Domus Nova. Il PALAZZO di CANGRANDE è formato da un articolato complesso di edifici che si sviluppano su tre lati attorno ad una corte interna rettangolare. La facciata sulla piazza dei Signori è la più bella e maestosa, ornata con uno splendido portale rinascimentale che ricorda gli archi trionfali romani. Il PALAZZO di CANSIGNORIO, costruito nel XIV secolo su preesistenti dimore altomedioevali, era inizialmente una casa-torre con possenti difese, cortile centrale chiuso ed ampio giardino cinto da mura. Varcando il portale in marmo bianco si accede al Cortile del Tribunale, in cui è presente l'originale Porta dei Bombardieri e l'ingresso degli Scavi Scaligeri, un percorso archeologico sotterraneo estremamente suggestivo. L’adiacente PALAZZO DELLA RAGIONE fu edificato alla fine del XII secolo per accogliere le magistrature del Comune. Aveva l'aspetto di quelle residenze fortificate molto diffuse in quell'epoca tumultuosa, difeso da quattro possenti torri angolari, di cui oggi rimangono solo le due rivolte verso piazza Erbe. Un piccolo volto sulla destra conduce al cortile del Mercato Vecchio, antica sede delle attività commerciali e del mercato cittadino. Qui spicca in tutta la sua bellezza la Scala della Ragione, in marmo rosso di Verona, che portava all'interno del Tribunale. Sul retro un ingresso nascosto conduce alla TORRE dei LAMBERTI.
Attraversando l’Arco della Costa arriviamo in PIAZZA ERBE, antico Foro Romano e sede del potere politico durante il periodo comunale. Di fronte a noi si erge imponente la DOMUS MERCATORUM, trecentesca sede della Corporazione delle Arti e dei Mestieri; una casa-fortezza medioevale con merlature e finestre bifore. Alla nostra destra si trovano le CASE MAZZANTI, palazzi tra i più antichi della città che già nel trecento venivano utilizzate come granaio; la loro facciata è dipinta con splendidi affreschi cinquecenteschi a soggetto mitologico, che rappresentano la Lotta tra Giganti, l'Ignoranza, la Prudenza, l'Invidia e la Provvidenza. All’angolo con il corso Porta Borsari si innalza la TORRE DEL GARDELLO, tipica appendice delle case-fortezza medioevali, sulla quale nel 1370 venne collocato uno degli orologi a campana tra i più antichi d'Europa. Lungo la via mediana della piazza sorgono altri interessanti monumenti dell’epoca: centrale è la fontana di Madonna Verona, fatta erigere da Cansignorio della Scala utilizzando un'antica statua romana del I secolo. Verso via Cappello troviamo il CAPITELLO, un baldacchino del XIII secolo in cui si insediavano i governanti per i proclami alla cittadinanza, e dove si esponevano le teste dei delinquenti; sulla base sono scolpite due importanti unità di misura medievali: "copo" (tegola) e "quarel" (mattone), mentre la catena in ferro presente su una colonna indica la misura della "fassina" (il fascio di legname tenero). In capo alla piazza si trova la Colonna Antica, un pilastro gotico con edicola eretto nel 1401 per portare le insegne dei Visconti di Milano.
Ultima tappa dell'itinerario è la CASA DI GIULIETTA, al numero 23 di via Cappello. Un cancello in ferro battuto separa il suo androne dalla pubblica strada; entrando si accede ad un luminoso cortile in cui è presente una statua in bronzo dell’eroina shakesperiana. La casa è un severo edificio medioevale di impianto duecentesco, la cui facciata in mattoni è ingentilita da eleganti finestre trilobate su cui spicca il famoso balcone da cui Giulietta parlava d’amore con il suo Romeo. Disposta su vari piani offre una ricostruzione delle dimore signorili del XIV secolo, con eleganti affreschi che impreziosiscono le pareti interne, su cui risaltano, nella loro semplicità, cassapanche intarsiate, camini in mattoni, ceramiche medioevali, scale in legno, balaustre e camminatoi.