Gli Scavi Scaligeri sono un grande AREA ARCHEOLOGICA che permette di compiere un affascinante viaggio alla scoperta della Verona romana e medievale: una porta del tempo nel centro della città, a pochi passi da piazza Erbe e piazza dei Signori.
Recuperata alla fine del secondo millennio, l'area degli Scavi Scaligeri ospita dal 1996 il Centro Internazionale di Fotografia ed è visitabile in occasione delle periodiche mostre fotografiche a tema che vi sono organizzate, con immagini realizzate da alcuni dei più celebrati ed apprezzati fotografi italiani ed internazionali, tra cui i fratelli Turnley, Elliott Erwitt, Douglas Kirkland, Tazio Secchiaroli, Frans Lanting e Greg Gorman. Già entrando nel CORTILE DEL TRIBUNALE abbiamo l'immagine di un edificio a lungo vissuto, con parti medioevali e aggiunte successive, fino al Novecento; nel centro due grandi oblò rivelano l'esistenza dei resti sotterranei e invitano alla scoperta. L'ingresso dell'area sotterranea è situato verso piazza Viviani, sotto tre arcate che, nel Palazzo di Cansignorio (o Del Capitanio) collegavano il cortile interno ad un grande giardino, esteso su tutta la piazza attuale. Scesa la scala, ha inizio un percorso in cui le strutture antiche sono rimaste nel luogo del ritrovamento e quindi non sono disposte secondo una sequenza ordinata nel tempo.
Vediamo dapprima due tombe (1) che facevano parte del cimitero annesso a Santa Maria Antica, la piccola chiesa a fianco delle Arche Scaligere. Entriamo poi in contatto con un primo resto di una vasta AREA RESIDENZIALE ROMANA (2): la presenza di un mosaico complesso rivela che l'edificio era di una certa qualità architettonica, congruente con la collocazione nelle vicinanze del Foro. Al centro del pavimento del vano, si trova un interessante motivo in nero su fondo bianco: entro una cornice che rappresenta le mura merlate di una città, è un cerchio contenente sette esagoni con delfini e anatre, realizzate con tessere di vari colori.
Incontriamo poi i resti del palazzo costruito dagli Scaligeri nel 1285; percorsa una cantina con volta in mattoni (3) costeggiamo le fondamenta di una CASA-TORRE (4), che faceva parte del palazzo ed era collegata ad un cortile cinto da muri. Nel medioevo la città era ricca di case-torri, una residenza fortificata adatta al periodo reso turbolento dalle lotte fra le grandi famiglie veronesi e dalle guerre esterne. Ritornando all'epoca romana, osserviamo dalla soglia in lastre di calcare i resti dei muri di un'aula con abside sul fondo (5) costruito nel IV secolo d.C.; la parte anteriore era un cortile cintato e pavimentato. Proseguendo il percorso, vediamo uno spazio lastricato (6) sul retro dell'aula e, superati i resti di altri edifici romani (7), ritorniamo all'abside in cui fu scavata in età longobarda una tomba per due defunti.
Proseguendo si raggiunge una casa romana, composta da diversi ambienti (9-10), di cui uno pavimentato a mosaico; riattraversando la grande sala, si arriva alla strada romana che corre sotto l'attuale VIA DANTE, corredata di una ben conservata fognatura in mattoni (12) che restò in uso fino agli inizi del XX secolo. Si incontrano poi i resti di edifici vicini al complesso del FORO ROMANO (13-14) e, dopo le cantine del palazzo soprastante (15), si ritorna alla strada romana, dove è possibile osservare il lungo muro di facciata (16) di alcune case, costruite impiegando anche le pietre del lastricato; in una soglia, si notano tre successivi rialzamenti, determinati dal progressivo interramento della strada, che manteneva comunque la sua funzione. Il percorso termina con un muro (17), che nella sua bicromia è tipico dell'architettura medievale veronese.
VEDI ANCHE
>> PIAZZA dei SIGNORI
>> PALAZZO di CANSIGNORIO