Esposizione permanente allestita dai Padri Camboniani per parlare delle realtà culturali dei popoli tra cui vivono i missionari e per offrire all'Africa un luogo in cui entrare in contatto con la nostra civiltà.
Il Museo Africano gestito dai missionari Comboniani nasce da una felice intuizione del vescovo FRANCESCO SOGARO, titolare dell’arcidiocesi di Khartoum, che nel lontano 1882, invitò don Giuseppe Sembianti, allora rettore degli Istituti Africani, ad istituire a Verona un museo per raccogliere gli interessanti oggetti, la scienza o le curiosità che dall'Africa saranno spediti dai missionari. I primi oggetti inviati furono sistemati in una stanza della Casa Madre, fondata nel 1892, ma ben presto fu necessaria una loro collocazione più adeguata. Nel 1937 si decise di allestire una mostra presso la Fiera di Verona, e nell'anno seguente essi trovarono una permanente sistemazione con la creazione del Museo.
Nel museo allestito dai PADRI CAMBONIANI sono presenti cartine che ripercorrono le vicende storiche del continente nero, materiale multimediale, vetrine specifiche riguardanti varie popolazioni e vetrine generiche riguardanti la fauna, gli strumenti musicali, i giochi e i suppellettili. Fondato con lo scopo di valorizzare il materiale raccolto riguardante la vita e la cultura dei popoli africani, alla fine del secondo millennio ha subito una radicale ristrutturazione, mediante l'utilizzo di moderne tecniche multimediali.
La sala espositiva è dotata di strutture capaci di trasmettere al visitatore un'immagine nuova dell'Africa, un'immagine positiva capace di decostruire gli stereotipi esistente nella cultura occidentale. Così, pur mantenendo l'iniziale impronta ANTROPOLOGICA, il Museo Africano di Verona si riqualifica oggi anche come strumento di dialogo interculturale e di apertura ai Paesi del Sud del Mondo, di educazione allo scambio con le culture e le tradizioni di altri popoli. Periodicamente esso ospita interessanti mostre a tema.
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