Da oltre due secoli nel cuore di Verona, a pochi passi dalla casa di Giulietta, è aperta al pubblico una ricca biblioteca istituita "a beneficio e comodo di questi cittadini che delle belle arti sono amatori e studiosi".
La Biblioteca Civica è IL PIU' RICCO ISTITUTO BIBLIOTECARIO veronese ed anche il più illustre, dopo la millenaria Capitolare. La sue capienti stanze conservano ben 700mila volumi e opuscoli a stampa, 8.000 cinquecentine, 3.500 manoscritti e 1.200 incunaboli, oltre a 50mila tra fotografie, stampe, incisioni, bandi, carte geografiche, mappe e disegni architettonici. Nacque nel 1792 quando il consiglio municipale decise di riunire in un'unica istituzione il lascito testamentario ricevuto dal conte Aventino Fracastoro, la raccolta che era appartenuta all'abbazia benedettina di san Zeno e quella del soppresso convento gesuita di san Sebastiano.
APERTA AL PUBBLICO nel 1802 ha sempre occupato l'unica sede di via san Sebastiano, divenuta via Cappello nel 1871, utilizzando le grandi sale che erano appartenute alla chiesa e al convento dei Gesuiti. Sin dai primi anni furono numerosi i veronesi che ne accrebbero le disponibilità con lasciti e donazioni, tra cui il matematico Antonio Maria Lorgna, l'architetto Luigi Trezza, il medico Ciro Pollini, l'abate Giuseppe Venturi, il naturalista Abramo Massalongo e vari altri. Con l'arrivo dei Savoia entrarono nel suo archivio anche i testi che erano appartenuti a vari conventi soppressi, ed importanti contributi offerti delle famiglie Giuliari, Pindemonte, Campostrini e Messedaglia.
Fu un periodo di crescita continua, quantitativa e qualitativa, che venne bruscamente interrotto solo nel gennaio del 1945 quando un BOMBARDAMENTO AEREO distrusse l'ala situata nell'ex chiesa di san Sebastiano. La biblioteca riaprì nel dopoguerra utilizzando gli ambienti dell'antico convento, mentre sull'adiacente area dell'ex chiesa veniva realizzato dall'architetto Pierluigi Nervi un mostruoso cubo di cemento destinato ad accogliere il nuovo magazzino librario, la sala convegni e a rovinare la parte finale della bellissima via Cappello. Talmente brutto e mal progettato che, inaugurato nel giugno 1980, tra il 2005 ed il 2007 ha subito una serie di interventi volti a migliorarne l'aspetto e la fruibilità.
Nella città che fu degli Scaligeri essa è il centro di documentazione per eccellenza e la fedele custode della memoria collettiva. Moltissime le opere d'inestimabile valore che il suo archivio preserva dall'inesorabile fluire del tempo, tra cui un codice del IX secolo con le omelie di sant'Agostino, un "Martyrologium Usuardi" e una "Regula Sancti Benedicti" del XII secolo, gli STATUTI VERONESI del 1276 e quelli di Cangrande del 1328, un messale finemente miniato del XIII secolo e un trecentesco trattato di chimica di Guglielmo da Saliceto, un MAPPAMONDO di Giovanni Leardo del 1442 e un "libro sopra el gioco de li scachi" del XV secolo. Interessanti, dal punto di vista architettonico, alcune sale cinquecentesche pregevolmente affrescate ed altre, le cui pareti sono interamente ricoperte da armadi del XVII e XVIII secolo.
La Civica è aperta tutti i giorni, esclusi i festivi. Adeguatasi alle esigenze del terzo millennio essa offre a gli utenti, oltre al prestito di libri, alla consultazione di fondi antichi e la riproduzione di stampe anche i servizi di navigazione in internet e quelli del CENTRO AUDIOVISIVI (visione e prestito di vhs e dvd), la consultazione di quotidiani e periodici italiani e stranieri. Inoltre è in grado di ospitare mostre, conferenze e proiezioni all'interno della restaurata Sala Farinati.
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