| Evento in programma dal 05/07/2008 al 20/09/2008 |
Sino al 20 settembre la galleria Studio la Città ospita due interessanti personali, esponendo i dipinti di DAVID SIMPSON e le fotografie di PABLO ZULETA ZAHR. Al primo è dedicata una personale con le sue opere più recenti, fra i quali sono anche alcuni lavori a terra di forma circolare per la prima volta nel nostro Paese.
Nato a Pasadena nel 1928, David Simpson, che per molti anni ha insegnato a Berkeley, si dedica alla pittura non figurativa sin dall'inizio della sua carriera artistica. Del 1964 è il riconoscimento ufficiale, quando partecipa alla famosa mostra, Post Painterly Abstraction curata da Clement Greenberg presso il Museo d'Arte della Contea di Los Angeles. I suoi lavori, costituiti di numerose velature, assumono, grazie a un complesso procedimento chimico, una preziosa iridescenza che li rende immediatamente riconoscibili. Attraverso questo particolare uso del colore Simpson è riuscito ad abbracciare finalmente una monocromia radicale, profonda.
In più occasioni parlando della sua opera, ha parlato di Rococò in riferimento alla dissoluzione della forma della luce, che ha un ruolo determinante nella sua ricerca. I suoi dipinti necessitano di tempi lunghi di osservazione da più punti di vista e immergono lo spettatore in una sorta di profondità visiva di natura spirituale. I lavori di Simpson sono collocati all'interno di importanti collezioni pubbliche e private fra le quali quella di Giuseppe Panza di Biumo, per la quale ha realizzato qualche anno fa un interessante lavoro site specific per la reggia di Sassuolo, nei pressi di Modena, ponendosi in diretto rapporto con l'architettura.
Anche del fotografo PABLO ZULETA ZAHR sono esposte opere recenti. Nel suo lavoro egli continua ad esaminare le persone in spazi pubblici ma, mentre nelle prime esposizioni raggruppava persone, filmate per caso, con i criteri più disparati, ora scatta intime psicografie all'interno della metropolitana di Madrid. Nella serie Madrid Subway Lines, Zuleta Zahr continua il suo lavoro di ricerca sugli individui nei luoghi pubblici. Dopo averli filmati quasi in modo casuale, si interessa questa volta alla costruzione di una sorta di psicografia intima. Gli individui sono rappresentati fuori dal proprio contesto per essere digitalmente raggruppati in una dislocazione generica che ricrea dei nuovi legami sociali all'interno di un mondo fittizio
INGRESSO LIBERO
La galleria è aperta da martedì a sabato, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 19.30